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IO AMO I MIEI BAMBINI
(Annibale Maria di Francia)

Come nota di canti peregrini
mi giunge il suon della cetra bella.
O ignoto amico, e de li miei bambini
Nell'innocente amor mi rinnovella.

Io amo i miei bambini, ei per me sono
il più caro ideal della vita.
li strappai dall'oblio, dall'abbandono,
spinto nel cor da una speranza ardita.

Fiorellini d'Italia, appena nati
era aperto l'abisso a divorarli.
Non era sguardo d'occhi innamorati
che potesse un istante sol bearli.

Pargoletti dispersi in sul cammino,
senza amor, senzo brio, senza sorrisi.
Ahimè, quale avvenir, quale destino
li avrai nel torchio del dolor conquisi!

Perle deterse le bambine mie,
li raccolsi dal loto ad una ad una.
Quasi conchiglie ammezzo delle vie;
oggi avviate a più civil fortuna.

Mi chiaman Padre: sulle loro chiome
del ministro di Dio la man posa;
chiamano Madre, e a si dolce nome
risponde del Signor la casta sposa.

Perchè non manchi a queste mense il pane,
ho gelato, ho sudato... - Oh, ecco intanto
quest'oggi il vitto, o figli miei, dimane
ci penserà quel Dio che vi ama tanto! -

Spesso ho battuto a ferree porte invano:
atroce è stata la sentenza mia:
- via di qua l'importuno, egli è un insano;
sconti la pena della sua follia! -

O miei bambini, un dì verrà che voi
saprete il mio martirio e l'amor mio,
che più non ama il padre i nati suoi,
che per voi scongiurai gli uomini e Dio!

O ignoto amico ! Il verso tuo potesse
sciogliere i geli e convertirli in foco,
onde pietà li doni suoi spandesse,
pietà che al Cielo e alla terra invoco!

               
 
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